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Visualizzazione dei post da giugno, 2021

Su "La Lettura" de "Il Corriere della Sera" la recensione del libro di Biagio Marin con le mie traduzioni

Roberto Galaverni recensisce l'ultima uscita della collana "Ardilut" ideata e curata da Giorgio Agamben per Quodlibet. Il libro, a cura e con traduzioni di Ivan Crico, contiene anche un pregevole saggio di Pericle Camuffo sul rapporto tra Marin e Pasolini, con estratti inediti dai diari.  

Sul Corriere della Sera. Una mia poesia nel racconto di Luigi Nacci "Orizzonti di libertà".

 

DAVIDE BRULLO SU L'intellettuale dissidente.: "Il testo edito allora da Scheiwiller torna ora per Quodlibet, a cura di Ivan Crico, con lo stesso titolo. In appendice sono pubblicati alcuni “estratti dai diari inediti” di Marin, per merito di Pericle Camuffo"

https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/letteratura/biagio-marin-pasolini/?fbclid=IwAR2bcNWMW3rQvSvr-CZeyqQEzD2TZeLefka-6jkCirAg_zs0reugjP3iwLM  

SU "IL FOGLIO" UNA NOTA DI CAMILLO LANGONE SUL LIBRO DI MARIN TRADOTTO E CURATO DA ME CON UN CONTRIBUTO CRITICO DI PERICLE CAMUFFFO

 

Biagio Marin "El critoleo del corpo fracassao" " Litànie a la memoria de Pier Paolo Pasolini"

https://www.quodlibet.it/catalogo/autore/2524/biagio-marin   Cura e traduzione di Ivan Crico Con estratti dai diari inediti di Biagio Marin a cura di Pericle Camuffo Come la gran parte degli abitanti di questa zone, Marin parla una lingua romanza, il “favelâ graisan”, un antico linguaggio veneto dell'Alto Adriatico, ma non è di madre lingua italiana. «Allora non c'erano scuole italiane e ho dovuto frequentare quelle tedesche», ricordava Biagio Marin in una sua intervista del 1975. «L'italiano lo si studiava soltanto due ore la settimana ed era una lingua per me pressoché sconosciuta, perché parlavo tedesco e a casa, con gli amici, usavo il dialetto. Infatti, quando in quarta ginnasio scrissi i miei primi versi la lingua che usai fu il tedesco. Ma avevo a Grado una compagna d'infanzia. Si chiamava Maria De Grassi. E un giorno mi disse: "Biaseto, se vuoi fare il poeta. perché non provi a scrivere in gradese?". Quelle parole furono quasi una folgorazione per me....