https://www.quodlibet.it/catalogo/autore/2524/biagio-marin Cura e traduzione di Ivan Crico Con estratti dai diari inediti di Biagio Marin a cura di Pericle Camuffo Come la gran parte degli abitanti di questa zone, Marin parla una lingua romanza, il “favelâ graisan”, un antico linguaggio veneto dell'Alto Adriatico, ma non è di madre lingua italiana. «Allora non c'erano scuole italiane e ho dovuto frequentare quelle tedesche», ricordava Biagio Marin in una sua intervista del 1975. «L'italiano lo si studiava soltanto due ore la settimana ed era una lingua per me pressoché sconosciuta, perché parlavo tedesco e a casa, con gli amici, usavo il dialetto. Infatti, quando in quarta ginnasio scrissi i miei primi versi la lingua che usai fu il tedesco. Ma avevo a Grado una compagna d'infanzia. Si chiamava Maria De Grassi. E un giorno mi disse: "Biaseto, se vuoi fare il poeta. perché non provi a scrivere in gradese?". Quelle parole furono quasi una folgorazione per me....